“Se dai ad un uomo del pesce, egli si ciberà una volta.

Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà tutta la vita.”

Kuang-Tsen

LA METACOGNIZIONE IN POCHE RIGHE

 

La metacognizione è la capacità della nostra mente di esercitare un autocontrollo sui processi di apprendimento e di mettere in atto delle strategie per regolarli. Si tratta di qualcosa che facciamo continuamente ma di cui non abbiamo piena consapevolezza se non riflettendoci sopra: monitoriamo quello che avviene nella nostra mente (mi rendo conto di essermi distratto); siamo in grado di valutare la difficoltà o la facilità di un compito (un esercizio, un’azione); possiamo dislocare le nostre risorse per procedere in modo adeguato (mi riconcentro; riprovo; segno perché so che mi dimentico); siamo capaci di autovalutarci (so cosa sono capace o no di fare).

Questi processi metacognitivi (mi rendo conto che qualcosa non funziona) e di controllo metacognitivo (attivo strategie per affrontare la difficoltà) sono sostanziali, e costituiscono la nostra intelligenza in uso. Spiegano la differenza tra l’iperdotato e il genio: il primo ha una dotazione di base superiore alla media, il secondo sa usare benissimo la sua dotazione di base (magari non superiore alla media). L’intelligenza in uso integra l’intelligenza di base: più siamo convinti di riuscire a imparare qualsiasi cosa; più diventiamo consapevoli delle nostre difficoltà; più conosciamo e mettiamo in atto strategie in grado di agire anche sugli aspetti più emotivi… più impareremo!

 Questo è l’approccio da cui partiamo per aiutare bambini, bambine, ragazzi e ragazze nelle difficoltà che incontrano nel loro percorso scolastico.

Esistono delle situazioni in cui sono presenti dei disturbi dell’apprendimento precisi: si tratta di problematiche a livello neurologico (la dotazione di base) che rendono difficile un certo tipo di apprendimento. In questi casi l’intervento può essere di natura metacognitiva, ma chiaramente non può eliminare la difficoltà: può sostenere l’individuazione di strategie adatte ad affrontarla e può integrare il lavoro delle diverse figure professionali.

Quando invece non si riscontra una disfunzione specifica, l’intervento metacognitivo può aiutare, in collaborazione con insegnanti e genitori, a comprendere quale sia la difficoltà effettiva che blocca il processo di apprendimento e a sostenere chi impara nel capire qualcosa in più di come funziona la nostra mente, nell’individuare le proprie risorse e potenzialità e nell’attivare le strategie più efficaci per imparare meglio.

Non è vero che non si è capaci… piuttosto non si è ANCORA capaci!